Il Cristo in ferro battuto conquista San Miniato. Papa Francesco ha visto l'opera sul telefonino



Ha conquistato San Miniato l'opera di Attilio Cartone realizzata interamente con il ferro e lavorato con la mola e il martello. La chiesa di San Rocco a San Miniato era gremita da tante persone per accogliere Jeshua il Cristo misericordioso che accoglie i pellegrini.
"Un anno di tempo per realizzarla sottratto alle notti e hai dopocena - ha spiegato lo scultore - Quando la Bosch ha saputo che era stata realizzata quest'opera mi ha contattato chiedendomi se mi poteva inviare un kit di mole da collaudare".
A ispirare l'opera una forza interiore dell'artista e i tanti migranti di questo tempo che si affidano alla preghiera nei loro viaggi così come Jeshua si affida al Padre. Mentre le braccia aperte sono pronte ad accogliere in un atto estremo di affidamento totale. E le lamiere di 4 mm scolpite a freddo diventano improvvisamente calde e vive. "Il ferro è una materia viva e quando prende forma vuol dire che mi risponde" - continua lo scultore.
Anche Papa Francesco ha visto l'opera. Lo ha fatto attraverso un telefonino che contenevano scatti con i particolari di Jeshua e delle fasi della lavorazione mostratigli durante un recente viaggio apostolico da una hostess conoscente di Cartone.
Per Fabrizio Mandorlini - che ha promosso l'iniziativa e coordinato la cerimonia d'inaugurazione - si tratta di un bell'esempio di arte e di cultura che nasce dal basso e che ben si colloca lungo il percorso della via Francigena in un luogo destinato all'accoglienza dei pellegrini.
L'opera, che pesa 83 kg, rimarrà in esposizione a San Miniato fino al 3 aprile in attesa di partire verso altre mete.
Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Vittorio Gabbanini, il parroco don Francesco Zucchelli, il padre provinciale francescano e tante persone della città.



 

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